Mostra di Pittura: Lungo la Strada
Joseph ha 19 anni. Ha iniziato a disegnare all'età di quattro anni,
quando i suoi genitori lo mandavano dalla nonna che viveva in un piccolo
villaggio a nord di Mansa.
Per la strada riusciva a trovare qualche vecchia carta di giornale o
l'involucro unto e odoroso del pesce e, senza perdere tempo, si metteva
seduto fuori dalla capanna, con il tramonto davanti e la nonna dietro
che l'osservava. La mezza matita colorata a fatica si impugnava, ma era
l'unica che Joseph possedeva.
Ora ha aperto un piccolo negozio dove esegue insegne (lì si fanno ancora
a mano) e alcuni quadri su commissione per i pochi turisti. Il suo
sogno è quello di frequentare un'Accademia d'Arte, ma i costi sono
troppo elevati e le borse di studio quasi inesistenti...
Quando Claudia l'ha conosciuto il suo talento e la sua bontà l'hanno
quasi imbarazzata, ma, soprattutto, ha trovato ingiusto che non potesse
realizzare il suo sogno: studiare.
Africa
Africa, Africa mia
Africa fiera di guerrieri nelle ancestrali savane
Africa che lamia ava canta
In riva al fiume lontano
Mai t'ho veduta
Ma del sangue tuo colmo ho lo sguardo
Il tuo bel sangue nero sui campi versato
Sangue del tuo sudore
Sudore del tuo lavoro
Lavoro di schiavi
Schiavitù dei tuoi figli
Africa dimmi Africa
Sei dunque tu quel dorso che si piega
E si prostra al peso dell'umiltà
Dorso tremante striato di rosso
Che acconsente alla frusta sulle vie del Sud
Allora mi rispose grave una voce
Figlio impetuoso il forte giovane albero
Quell'albero laggiù
Splendidamente solo fra i banchi fiori appassiti
E l'Africa l'Africa tua che di nuovo germoglia
Pazientemente ostinatamente
E i cui frutti a poco a poco acquistano
L'amaro sapore della libertà.
Ndjock Ngam
Africa fiera di guerrieri nelle ancestrali savane
Africa che lamia ava canta
In riva al fiume lontano
Mai t'ho veduta
Ma del sangue tuo colmo ho lo sguardo
Il tuo bel sangue nero sui campi versato
Sangue del tuo sudore
Sudore del tuo lavoro
Lavoro di schiavi
Schiavitù dei tuoi figli
Africa dimmi Africa
Sei dunque tu quel dorso che si piega
E si prostra al peso dell'umiltà
Dorso tremante striato di rosso
Che acconsente alla frusta sulle vie del Sud
Allora mi rispose grave una voce
Figlio impetuoso il forte giovane albero
Quell'albero laggiù
Splendidamente solo fra i banchi fiori appassiti
E l'Africa l'Africa tua che di nuovo germoglia
Pazientemente ostinatamente
E i cui frutti a poco a poco acquistano
L'amaro sapore della libertà.
Ndjock Ngam